Perdita dell’udito, ecco le varie tipologie

La perdita dell’udito è un problema molto più comune di quanto la maggior parte delle persone possa intendere. E, peraltro, può colpire chiunque, in qualsiasi momento della propria vita.

Ma quali sono le “tipologie” di perdita dell’udito? Cerchiamo di saperne un po’ di più, riassumendo le principali classi, e rimandando per ulteriori approfondimenti a una guida alla sordità su InfoUdito.

Perdita uditiva neurosensoriale

La stragrande maggioranza delle persone che soffre di perdita d’udito soffre in realtà di sordità neurosensoriale. Una condizione che si verifica quando c’è un problema con le cellule sensoriali (cellule ciliate) e / o neurali (nervi) nell’orecchio interno (coclea). Molto spesso, la perdita dell’udito neurosensoriale comporta danni alle cellule ciliate che vengono attivate dalle onde sonore, al fine di vibrare e rilasciare segnali chimici che stimolano il nervo uditivo, costituito da molte fibre nervose che trasmettono segnali al cervello, interpretati finalmente come suoni.

Per quanto riguarda gli effetti, di norma la perdita dell’udito neurosensoriale riduce l’intensità del suono, ma può a volte anche distorcere ciò che viene udito, perfino quando i suoni sono abbastanza forti. È proprio questo il motivo per cui le persone con ipoacusia neurosensoriale hanno spesso difficoltà a sentire le parole in modo chiaro, e in particolare certi suoni di consonanti, in ambienti rumorosi.

La maggior parte delle perdita neurosensoriale dell’udito non può essere del tutto azzerata con il trattamento medico, e viene generalmente pertanto descritta come una condizione irreversibile e permanente. Tuttavia, è anche vero che la maggior parte delle persone con sordità neurosensoriale può trarre importante beneficio dagli apparecchi acustici (il tasso di soddisfazione supera il 90%).

Per quanto poi concerne alcune delle potenziali cause di sordità neurosensoriale, queste includono esposizione a forti rumori, invecchiamento, medicinali che danneggiano l’orecchio (ototossici), malattie come la meningite, il morbillo e alcune malattie autoimmuni, genetica, trauma cranico, malformazione strutturale dell’orecchio interno.

Perdita uditiva conduttiva

Un’altra tipologia di ipoacusia è quella conduttiva, di natura meccanica. Significa che qualcosa – una condizione fisica o una malattia – sta “bloccando” il suono dall’essere condotto dall’orecchio esterno o medio all’orecchio interno, dove i nervi vengono stimolati a convertire il suono al cervello.

Spesso, la causa della perdita conduttiva dell’udito può essere identificata e trattata, conducendo così a un miglioramento parziale o completo dell’udito. Le potenziali cause di ipoacusia conduttiva includono accumulo di cerume, accumulo di liquido nell’orecchio medio a causa di raffreddori o allergie, o di scarsa funzionalità della tromba di Eustachio, infezione alle orecchie, oggetto estraneo alloggiato nell’orecchio.

Perdita uditiva mista

Chiudiamo infine con la perdita uditiva mista, ovvero una perdita dell’udito neurosensoriale unita a un componente di perdita conduttiva dell’udito. In altri termini, oltre ad una perdita uditiva irreversibile causata da un problema all’orecchio interno, c’è anche un problema con l’orecchio esterno o medio, che contribuisce a peggiorare la perdita dell’udito. Tuttavia, potrebbe essere possibile trattare con successo l’ipoacusia conduttiva e, dopo questo primo trattamento, procedere anche con l’applicazione di un apparecchio acustico che possa aiutare a gestire la restante perdita uditiva neurosensoriale.

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