Il peeling

A cosa serve? Il peeling ha una funzione fondamentalmente esfoliante, accompagnata da un’altra serie di effetti benefici derivanti dalla natura del peeling e dalla profondità d’azione.
Il turnover cellulare fisiologico permette un ricambio pressocché totale dell’epidermide in cicli di circa 28/30 giorni, tuttavia possono, col passare degli anni o con l’insorgenza di patologie cutanee, crearsi degli ispessimenti che tendono a dare alla pelle un colorito spento. Altri agenti come il fumo, lo smog, i raggi UV possono altresì alterare lo stato di benessere e luminusitá del viso.
I peeling si dividono in due grandi famiglie: quelli chimici e quelli meccanici.
I peeling chimici sono sostanze acide, estratte per lo piú dalla fermentazione di alcuni frutti e quest’ultimi sono detti alfaidrossiacidi o acidi della frutta ed hanno un’azione superficiale, ovvero sono sostanze cheratolitiche che agiscono solo sullo strato corneo, ovvero quell’impenetrabile barriera di cellule morte che ricopre il derma e che ci difende dagli agenti esterni, ma che va tenuta sotto controllo in quanto se si ispessisce può provocare perdita di elasticitá della pelle.
Gli alfaidrossiacidi, come acido glicolico o mandelico, hanno oltre ad un’azione esfoliante, altre proprietá: schiarenti, stimolanti, idratanti, antibatteriche e dunque vengono utilizzati anche per il trattamento di acne e macchie molto superficiali. Questa famiglia di peeling, se utilizzata nelle corrette concentrazioni e con i dovuti tempi di posa, non dà esiti clinici rilevanti, ovvero sono studiati per un uso frequente e non provocano fenomeni infiammatori rilevanti, dunque la vita sociale può essere ripresa appena dopo la fine del trattamento, pena solamente un transitorio rossore che scompare nel giro di qualche ora, al contrario, soprattutto l’acido glicolico, se usato male può provocare ustioni e vesciche oltre a cicatrici permanenti, dunque accertatevi di essere nelle mani di un operatore competente e utilizzate sempre una crema a schermo totale per almeno 2 mesi dopo un trattamento al glicolico in percentuale superiore al 20%, anche in pieno inverno. Questa prescrizione non é necessaria per l’acido mandelico.
Oltre agli alfaidrossiacidi la famiglia dei peeling chimici include anche sostanze molto più aggressive, che solo il personale medico é autorizzato ad applicare in quanto potenzialmente rischiose per la salute della pelle, sempre se usate in maniera scorretta, queste sostanze sono i peeling medi e profondi, fra i quali l’acido salicilico, molto indicato per acne e pelle grassa e impura, il trocloroacetico, indicato per macchie profonde o cicatrici, il piruvico, il fenolo e altri ancora. Questo gruppo di acidi va ad agire sul derma medio e profondo, provocando la denaturazione totale del collagene: la pelle cade, si formano croste e la guarigione può richiedere fino a 3 mesi.
I peeling meccanici o fisici sono una famiglia ancora più ampia e includono tutti quei dispositivi manuali destinati ad assottigliare lo spessore cutaneo.
La funzione che svolgono é praticamente identica a quella dei peeling chimici, tuttavia ritengo che la maggior parte dei dispositivi meccanici provochi più danni che benefici.
Il peeling meccanico più comune e più diffuso è il cosiddetto scrub: in un gel o una crema vengono miscelati a varie concentrazioni e granulometrie delle piccole sfere di cristalli o semi tritati, il prodotto viene applicato, massaggiato e risciacquato, dando una piacevole e istantanea sensazione di levigatura del tessuto. Sconsiglio fortemente questo tipo di pratica, almeno per il viso, in quanto nonostante l’effetto immediato sia eccellente, alle lunghe il tessuto si sente aggredito e tende ad ispessirsi ancora di più.
Un altro dispositivo molto comune é la microdermoabrasione, va effettuata da uno specialista ed é una delle poche pratiche meccaniche che ritengo valida: un operatore passa più volte sul viso un macchinario che grazie al rapidissimo passaggio di cristalli di minerali vari (solitamente corindone) agisce esfoliando l’epidermide. Tale pratica se effettuata una volta al mese è un ottimo alleato nel prevenire l’invecchiamento cutaneo.
I moderni laser ablativi frazionati (dispositivi medici) sono altresì dei validi alleati della nostra pelle, agendo grazie alla trasmissione di calore al tessuto selettivamente mediante scanner ultratecnologici, permettono sia un’azione preventiva che curativa nella medicina dell’antiaging.
Analogamente ai laser anche i dispositivi a radiofrequenza frazionata o al plasma (vedi EAST, PLEXR, MATRIX) hanno un’azione stupefacente nell’eliminazione di rughe sottili anche molto diffuse mediante esfoliazione ablativa, per tali dispositivi i tempi di totale guarigione dalle micro crosticine sono di circa una settimana, mentre il meglio dei risultati é apprezabile dopo 60/90 giorni dal trattamento.
La maggior parte degli altri dispositivi meccanici “fai da te” come guanti esfolianti, pietre da sfregare, altre diavolerie, sono solo un modo per buttare soldi e mettere a rischio la salute e la bellezza della nostra pelle.
In conclusione ripeto il mio suggerimento identico a quello che do continuamente alle mie pazienti, ovvero PROTEGGETEVI SEMPRE DAI RAGGI UV, il fotoaging é senza dubbio la prima causa di invecchiamento, esfoliate regolarmente una volta la settimana giá a partire dai 25 anni il vostro viso con sostanze chimiche delicate, come maschere o peeling all’acido mandelico o glicolico non superiore al 15%. Qualunque altra pratica lasciatela agli specialisti come studioesteticosalario.

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